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Tessitura e ricamo

La tessitura, il ricamo e la lavorazione dell'abito tradizionale sardo rappresentano solo alcune delle espressioni più conosciute e autentiche dell'anima popolare isolana. Praticati quasi esclusivamente dalle donne, costituivano uno dei fattori economici più rilevanti della vita rustica regionale, ma anche una delle forme più ricche di espressione. Per poterne comprendere e apprezzare il linguaggio è necessario conoscere le principali caratteristiche e saper individuare i singoli elementi che compongono quest'arte.

La produzione tipica di coperte, stoffe, tovaglie, arazzi e tappeti, è realizzata seguendo procedure e canoni collaudati e tramandati di generazione in generazione. Le decorazioni richiamano motivi geometrici e floreali, ma anche figure del regno animale e simboli arcaici. La tecnica normalmente adottata a Samugheo e in provincia di Cagliari è quella denominata "a grani" o "pibiones", con la quale, su telai orizzontali, si realizzano tappeti, coperte, tende e cuscini.

L'arte tessile dell'abbigliamento e del ricamo si è invece diffusa anche grazie agli oltre cento tipi di varianti e modelli di costumi. L'abito maschile, semplice e austero, nella maggior parte dei casi, viene lavorato in due soli colori: bianco e nero; quello femminile è invece più vivace, allegro, sempre di buon gusto e armonico.

La lavorazione degli abiti si è sviluppata nella parte meridionale dell'Isola, dove uno dei centri più interessanti è Teulada. Lo scialle, tipica produzione tessile di Oliena, è un esempio straordinario di manifattura legata all'arte del ricamo, per un complemento immancabile del costume tradizionale indossato dalle donne nei giorni di festa. Di forma triangolare e tessuto con filo sottilissimo di lana, su due lati è adornato con lunghe frange, che a volte vengono anche intrecciate a losanga. Realizzato in lana, seta o lino di colore scuro, presenta disegni a fiorami, è intessuto da fili d'oro e d'argento ed è impreziosito dall'inserimento di pietre dure.

Nel Campidano e nel Sarcidano si è tramandato un tipo di ricamo fine ad ago, detto "a specchietti" (a isprighittus) mentre nel Mandrolisai (Samugheo) si adoperano i vecchi punti quadro, croce e spiga in seta o di lino color ruggine o indaco o giallino per tovaglie con disegni comuni agli arazzi.

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